BERGER IN CILE ILLUSTRA I SUOI PIANI CONTRO LA CRIMINALITA'

17 marzo 2006

17 marzo. Il Presidente guatemalteco, Oscar Berger, in visita ufficiale in Cile, ha parlato dei piani del suo governo per contrastare la criminalità e il narcotraffico. Dopo aver illustrato una situazione disastrosa, che Berger afferma - giustamente - di aver ereditato dalle precedenti amministrazioni e in particolare, che brillarono per inefficienza e corruzione, ha sostenuto la validità del Piano Bilaterale di collaborazione con gli Stati Uniti, denominato "Maya Jaguar", che dovrebbe prendere il via nel prossimo futuro, iniziando dal Dipartimento di San Marcos, secondo il quale truppe militari degli Stati Uniti avrebbero libertà di movimento e di intervento nelle "zone calde" del narcotraffico.
Non si è fatta attendere la reazione delle organizzazioni campesine e indigene, riunite nel Frente Nacional de Lucha, che hanno voluto sottolineare come, per esempio, nell'ormai lontano 1954, proprio la presenza e la libertà di movimento delle truppe yanquis, furono l'ossatura del colpo di stato che decretò la fine dell'unico governo democratico che fino ad allora il Guatemala avesse mai avuto. E che costituì la "radice" della lunghissima e devastante parentesi di guerra, lutti e atrocità di ogni genere, conclusasi solo da pochi anni.

Il presidente Berger ha voluto anche ricordare la drammatica realtà della violenza che colpisce le donne, fenomeno per il quale in Guatemala è stato coniato il neologismo di "Femicidio". Nel solo 2005 sono state assassinate 665, la maggior parte per mano delle "maras", le bande armate che imperversano, taglieggiano, spacciano, sequestrano e uccidono. Dietro questi casi, i più drammatici perchè si concludono con la morte delle vittime, si cela un mondo di violenza sulle donne, contro il quale le istituzioni, fino ad ora, sono riuscite a fare ben poco.

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