UN BILANCIO DAL VALORE RELATIVO

09 novembre 2005

9 novembre - La Commissione Economica per l' America Latina (CEPAL) ha emesso il "bollettino finale" dei costi dell' uragano Stan. Si parla di un totale di 7.473 milioni di Quetzales (pari a circa 750 milioni di euro), sommando in questo calcolo il conto dei beni che hanno subito danni e di quelli che sono andati completamente perduti.
Vi si dice, per esempio, che nel settore produttivo (agricoltura-allevamento, industria e artigianato, i costi ammontano a 1.736 Milioni di Quetzales, 1.200 milioni in case, educazione e strutture sanitarie; 3.500 milioni di Quetzales in infrastrutture. Mentre la fase dell'emergenza fino ad ora ha comportato un costo di 595 milioni di Quetzales. Altre cifre, meno precise, riguardano i danni ambientali, malamente stimati.
Ora, al di là dell'attendibilità "oggettiva" delle cifre proposte dal CEPAL, viene spontanea una considerazione: tali costi, verosimilmente, sono realtivi alla quantità e alla qualità "reali" dei beni andati perduti, ma non certo alla quantità e qualità che essi dovrebbero avere per rientrare in criteri minimi accettabili di qualsiasi progetto di sviluppo degno di questa definizione.
Alcuni esempi su tutti: le case distrutte o rese inservibili, per la maggior parte poverissime case di lamiera e assi di legno, senza i servizi minimi, in cui si viveva in dieci o più persone in due stanzette, sarebbe auspicabile venissero sostituite da abitazioni più decorose, più solide, più spaziose e con servizi più adeguati. O no ? E le scuole, fatiscenti, buie, con banchi vecchi di oltre cinquant'anni, senza alcun ausilio didattico, con classi di quaranta (o più) ragazzi, dovranno essere ricostruite così com'erano, o potrebbe essere l'occasione per lanciare un programma di vero miglioramento ? E la sanità pubblica ? Dovranno essere riattati alla meglio i servizi danneggiati, e riportati alle condizioni (pessime) di prima del ciclone, o si potrà sperare di vederne uno sviluppo degno ? E gli esempi potrebbero continuare all'infinito.
E allora le somme, quelle vere, sono ben altre. Se si vuole ricostruire con criteri nuovi i costi saranno a dir poco decuplicati. Non solo, ma i veri costi sociali ? Come si calcolano la probabile ondata migratoria, i bambini rimasti orfani, i villaggi spazzati via, e le conseguenti necessità per ricostruire nuclei sociali, comunità, famiglie ?

Frattanto, si è concluso ieri il ponte aereo che ancora era in funzione per portare aiuti a numerosi villaggi dei distretti di Quetzaltenango, San Marcos, Sololà, Retathuleu ed altri ancora. Lentamente, quindi, si ritorna alla "normalità", una normalità che rischia di essere eterna emergenza...

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