L'EDUCAZIONE E' L'UNICA VIA PER USCIRE DALLA POVERTA' E DAL SOTTOSVILUPPO.

01 novembre 2005

1° novembre - Il Presidente Berger, prendendo atto delle condizioni ancora drammaticamente precarie in cui versano molte comunità, ha deciso la proroga per altri trenta giorni, dello stato di calamità. La legge che mette in pratica questa decisione, per altro, contiene elementi preoccupanti dal punto di vista dei diritti democratici, laddove afferma limitazioni significative alle libertà personali, quali il diritto di sciopero e la libertà di riunione e manifestazione. Quasi a voler prevenire le possibili proteste per eventuali inefficienze, abusi e clientelismi nell'organizzazione degli aiuti. Distorsioni, queste, già denunciate da varie organizzazioni indigene durante l'emergenza.
Intanto, la ministra dell'educazione, Maria Del Carmen Aceña, nel lanciare un programma di ricostruzione della rete scolastica, comunica che 108 comuni hanno le scuole totalmente o parzialmente fuori uso, 740 sono gli edifici danneggiati; di questi, 32 sono andati totalmente distrutti. Centomila sono i bambini che subiscono questo stato di cose.
La ricostruzione costerà cinquantasette milioni di Quetzales (pari a circa 5 milioni e mezzo di euro), una cifra tutto sommato modesta, se vista con i nostri metri di valutazione, ma assai elevata se si ragiona con i parametri della disastrata economia guatemalteca. Anche perchè, chi ha visto le fatiscenti condizioni della maggior parte delle scuole guatemalteche, riesce a capire bene che con il termine "ricostruzione", probabilmente, si intende sostanzialmente il ripristino delle condizioni minimali per poter fare lezione: un tetto sulla testa, i banchi, qualche lavagna, la luce elettrica. Infatti, la ministra, quando parla del materiale andato perduto, menziona, ad esempio, ventunomila banchi e diecimila libri di testo, nemmeno accenna ai servizi igienici, tanto meno ai computer o altri sussidi didattici.
Comunque, la ricostruzione delle scuole e il ripristino del diritto all'educazione sono fra i temi portanti del dibattito. Ottantacinque organizzazioni della società civile, per bocca della loro portavoce Cinthya Saenz de Tejada, hanno lanciato un appello per invitare tutta la popolazione a partecipare attivamente alla "Gran Campagna" di riattivazione del sistema scolastico. "L' educazione è l'unico modo - dice la portavoce - per uscire dalla povertà e dal sottosviluppo".
Gli avvocati delle Associazioni Maya, frattanto, dichiarano che vigileranno per la correttezza delle procedure di adozione dei bambini rimasti orfani e dichiarati adottabili, mentre sta arrivando il freddo e nei centri di raccolta si radunano le coperte e i panni pesanti.

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